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NO ALLE ARCHISTAR - Il manifesto contro le avanguardie
Presentazione del libro di Nikos Angelos Salingaros
Giovedì 5 Novembre ore 17:30
Sala Quaroni, Eur Palazzo degli Uffici, Via Ciro il Grande, 16 - Roma
Il matematico e urbanista di fama internazionale,
Nikos A. Salingaros, sarà a Roma ospite del CE.S.A.R., nell’ambito dei "
Colloqui di Architettura", per presentare il suo nuovo libro dal titolo
“No alle archistar” (Libreria Editrice Fiorentina): una corposa analisi, ricca di spunti e contributi di numerosi studiosi e addetti ai lavori, di tutte le conseguenze dello strapotere delle archistar nel modo di costruire e intendere l’architettura contemporanea. Evidenti, ma spesso sottaciute.
Per dare voce allo studioso statunitense, una delle fonti più autorevoli in Europa e nel mondo, che in Italia, dallo
scorso anno, ha animato con le sue affermazioni un dirompente
dibatto mediatico, la Fondazione CE.S.A.R. Onlus organizza un incontro-dibattito al quale interverranno protagonisti del mondo accademico, del giornalismo e della politica. Con l’obiettivo di approfondire temi legati all’architettura e all’urbanistica, che si intrecciano indissolubilmente con la qualità della vita nelle città contemporanee.
“Vi è una sorta di piaggeria del potere nei confronti delle archistar, che davvero sgomenta”, si legge nel testo di Salingaros, “possono lanciare le loro uova marce su un Tintoretto, lasciare il loro segno imperituro avulso dal contesto quale monumento al loro narcisismo, senza che nessuno esclami che il re è nudo”.
Salingaros sarà intervistato da Sabrina Fantauzzi, direttore del Bimestrale CE.S.A.R.
Sono presenti 2 commenti.
Caro Conti,
lo vede… che anche lei, in fondo, la butta in politica! (Muro di Meier, restauro politico, corriere, 8 apr) Persino quando l’archistar Meier riconosce che quel muro che impediva la vista delle due ben più importanti chiesette barocche, era un obbrobrio, tutti gli intellettuali nostrani che hanno sostenuto per anni quella specie di garage-officina che ricopre l’Ara Pacis (contro l’opinione pubblica globale a-partitica), si sono trovati spiazzati, continuando a sostenere, de facto, che l’insieme del progetto meieriano era “un’opera d’arte”… Ma visto che si continua a dire che si è addivenuto ad un compromesso per chiudere un “conto politico” per far contento Alemanno e non per rendere giustizia “artistica” alla Capitale eterna, ricordo che il lavoro fu allora commissionato direttamente a Meier da Rutelli, poi sostenuto da Veltroni, senza una benché minima gara (dovere richiesto da un sito quale Roma) e se tale atto fosse stato fatto da qualche esponente politico avverso, sarebbe scoppiato un finimondo! Ma per dimostrarle che parlo solo di “valore artistico” in sintonia con la città, propongo al Corriere di pubblicare le due foto delle teche protettive dell’Ara Pacis, una, sobria di Morpugno edificata nel 1937 (credo tra l’altro, definita: provvisoria) e quella hollywoodiana di Meier: appare evidente che nel progetto italiano il soggetto è Roma con la sua Ara; nel secondo di Meier, il soggetto è l’americanismo pseudo-trionfale di Meier!
E’ sintomo di mediocrità intellettuale andare forzatamente ("a prescindere", come diceva Totò), alla costante ricerca di “menti “ con pedigree (vedi Fuksas, con la Nuvola a Roma ed il mostro della Chiesa-cubo a Foligno) ed in particolare straniere (vedi Maxxi a Roma di Zara Hadid) che si “piazzano” in Italia a scatola chiusa e trovano (vedi ponte Calatrava a Venezia) un bengodi di quattrini non concessi ad altri... Sarà una coincidenza che questi signori archistar abbiano trovato spazio negli ambienti di sinistra? visto che gran parte dei critici, professori, consulenti, amministratori politici o dei giornalisti sostenitori siano di sinistra? Mboh! Questi si arrogano il privilegio di decidere il bello per tutti gli altri,... ma che non vengano, poi, a piangere per l’incomprensione quando vengono smascherati...Tutto qui.
Roberto Pepe
Inviato da: Roberto Pepe