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L’uomo ridotto a cavia nei palazzi senz’anima - Il Giornale 15/01/2010

"Grattacieli inutili e sempre più alti, edifici slegati dal territorio, urbanistica in funzione del lavoro: per gli architetti siamo merce".
Riportiamo con soddisfazione le parole di Stefano Zecchi sui grattacieli. Convinti che prima o poi anche i muri di gomma cadranno e i giudizi negativi (quando supportati da argomentazioni valide) sul progresso a tutti i costi sponsorizzato dalla politica, come nel caso dei grattacieli, non potrammo più essere ignorati.
(nella foto: Léon Krier, Borgo di Città Nuova ad Alessandria, 1995-2000)
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Tutto vero. Però, se si chiamano in causa gli architetti, quale categoria responsabile di ogni bruttura, si coglie nel segno, ma si dimentica al contempo di indicarne le ragioni.
La cultura universitaria, e la formazione che ne consegue, è malata di specialsmo. E, se non erro, Goethe già parlava di "uomo unilaterale" per definire questa deriva. Non vi è scampo, se non si procede ad un profondo rinnovamento culturale, che non sia quella "cultura interdisciplinare" tanto declamata dai facitori di terminologie vuote di significato.
Inviato da: Roberto Ugo Nucci