RAZIONALISMO
Una gita a Como. A passeggio nell’arte. Il Comune di Como propone ai turisti tre percorsi per scoprire le bellezze lariane. Uno è dedicato al Razionalismo.
Il percorso guidato comprende la visita all’edificio Novocomun, soprannominato il transatlantico, la Casa del Balilla, la Casa Giuliani Frigerio.
E ancora, l’Idroscalo internazionale, fondato nel 1930, la Canottieri Lario, struttura razionalista progettata ed eseguita tra il 1930-1931 da Gianni Mantero. Infine il Monumento ai Caduti, costruito nel 1933 dai fratelli Giuseppe e Attilio Terragni su disegno dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
Questo itinerario è percorribile fino al 29 ottobre 2011, ogni sabato a partire dalle ore 15.30, con una durata di 1 ora e 30 minuti. Punto di ritrovo presso l’ingresso Monumento ai Caduti (viale Puecher, zona giardini a lago).
Costo: 8-4 Eu; per info e prenotazioni, Ufficio del Turismo 031 252518/28.
da milano.mentelocale.it
(nella foto: Monumento ai caduti, disegno di Antonio Sant’Elia)

L’associazione culturale Terraceleste ha organizzato un ciclo di visite guidate al complesso architettonico e paesaggistico “Parco del Vilaggio Morelli di Sondalo” che si terrano dal 20 luglio al 31 agosto 2011.
Il “Villaggio Sanatoriale Eugenio Morelli”, costruito tra il 1932 e il 1939 come il più grande sanatorio d’Europa, è un capolavoro dell’urbanistica “razionalista.
Le visite -guidate da esperti di architettura, paesaggio, storia dell’arte, scienze forestali e fotografia - propongono percorsi di conoscenza e di esperienza diretta di questo grande patrimonio storico, architettonico e paesaggistico, sullo sfondo delle forme razionaliste dell’epoca, come tappa irrinunciabile nel percorso di conoscenza dell’architettura moderna.
(nella foto: Padiglione dei servizi al Villaggio Morelli)

Dalle pagine di Casabella n. 801 una nuova denuncia contro l’abbandono delle opere del Foro Italico, scempio denunciato da anni. Solo qualche mese fa il CE.S.A.R. in seguito alla chiusura dell’Ostello della Gioventù annunciava
“la fine del foro italico” devastato dalla privatizzazione e dallo sfruttamento a scopo di lucro.
L’articolo a firma di Francesco Dal Co è dedicato alla Casa delle Armi (Accademia della Scherma) commissionata a Luigi Moretti nel 1933,completata nel 1936 rappresenta una delle opere più significative dell’architetto.
La rivista ha scelto di documentare lo scempio attraverso il confronto di fotografie scattate in varie epoche. Passando dall’ "atmosfera di sospesa bellezza” che l’opera doveva trasmettere appena completata nel 1936, alla palpabile testimonianza di incuria dello stato attuale.
(nella foto: casa delle armi Luigi Moretti 1933-36, foto storica.)
L’Ostello della Gioventù al Foro Italico, unico a Roma, è alfine scomparso, inghiottito dalla speculazione economica.
È stato fagocitato dalla onnipotenza del CONI, interessato allo sfruttamento commerciale del monumentale Complesso architettonico che tutto il mondo ci invidiava e che era riuscito a sopravvivere perfino ai carri armati delle forze occupanti Roma dal 1944 e alle truppe che vi avevano per parecchio tempo bivaccato.
Il Foro Italico, è bene saperlo, non esiste più se non come espressione urbana, come collocazione locale, come denominazione storica: tutto è stato devastato dalla privatizzazione e dallo sfruttamento selvaggio a scopo di lucro.
( nella foto: Ostello della Gioventù al Foro Italico,Roma)

E’ stata presentata il 4 marzo scorso a palazzo Chigi la
Fondazione Memoriale per i caduti di pace, nata per iniziativa del Sole 24 Ore e di Wind. La Fondazione si pone l’obbiettivo realizzare un monumento che sia luogo di riflessione e di commemorazione.
La Fondazione CE.S.A.R. sta elaborando un progetto per la realizzazione dell’Arco con l’intento di portare al termine il disegno urbanistico del 1942.
Esiste già un progetto per un monumento ai caduti di pace, "l’Arco della Concordia” adatto ad essere “memoriale vivente, un monumento capace di parlare nel tempo” proprio come auspicato dai promotori dell’iniziativa.

Non si tratta di una
Venere ma di una
Bagnante ed il suo autore è Bernardo
Morescalchi.
Questo è il risultato delle ricerche svolte da Francesca Di Castro e Sandro Bari sulla
statua femminile che venne trovata al Foro Italico nel 2007 e che suscitò particolare interesse in quanto unica figura femminile del gruppo.
La presentazione è avvenuta lo scorso 1 febbraio presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana, nell’ambito della rassegna di incontri culturali “Salotto Romano”, dell’Associazione Roma Tiberina.
La conferenza ha visto la presenza di un folto pubblico, interessato e addirittura emozionato dalle immagini e dalle notizie storiche confrontate con la denunciata situazione attuale.
(nella foto: La Bagnante di B. Morescalchi (1931); riproduzione fotografica, tav. 447 del volume Roma nell’arte. La scultura nell’Evo Moderno dal Quattrocento ad oggi, Alberto Riccoboni, Mediterranea, 1938-1942)
Dalle pagine de Il Sole 24 Ore, il Centro Studi di Architettura Razionalista anticipa il progetto per la realizzazione a Roma dell’Arco disegnato da Adalberto Libera per l’Esposizione Universale del 1942.
L’Arco di Libera all’Eur come Arco della pace; è questo il progetto elaborato dal Centro Studi di Architettura Razionalista che verrà consegnato a breve al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ’per dar seguito all’ordine del giorno del consiglio comunale votato a maggio’. L’anticipazione è riportata su Domenica, l’inserto culturale de Il sole 24 Ore in un pezzo a firma di Giorgio Santilli.
"Già nel 2006 –spiega
Cristiano Rosponi, presidente del
CE.S.A.R - con il progetto
’Eur interrotta’ il nostro team di architetti aveva immaginato di portare a termine il disegno urbanistico concepito nel 1942 e successivamente abbandonato per le difficoltà tecniche prima e per lo scoppio della guerra poi".
L’obiettivo del CE.S.A.R. è dunque rimuovere i pregiudizi politici e culturali legati alla realizzazione dell’Arco di Libera erroneamente percepito come una celebrazione delle conquiste imperiali fasciste; in realtà, come testimoniano documenti dell’epoca, il monumento rappresenterebbe un ’simbolo di pace universale’ come auspicava Piacentini nel 1937.
Il lavoro di ricerca, catalogazione e digitalizzazione, avviato dalla Fondazione CE.S.A.R. nel 2006 per Eur Interrotta sulla base della ricerca d’archivio, ha portato ad avvalorare la tesi secondo cui l’arco di Libera fu concepito come ’arco della pace’ e ’arco della concordia’.
Scarica il bimestrale 2/2009 della Fondazione CE.S.A.R. Onlus.
ANGIOLO MAZZONI E L’ARCHITETTURA FUTURISTA