"Gli italiani sono favorevoli alla realizzazione del progetto di Adalberto Libera del ’40. Hanno capito che le opere non sono da condannare solo perchè fasciste. E sono stufi delle archistar ".
"Si tratta di una grande sorpresa per tutti", scrive l’urbanista Nikos Salingaros su Libero, facendo riferimento al risultato ottenuto dal progetto dell’Arco di Adalberto Libera che ha raggiunto il 33% dei consensi nel sondaggio realizzato dal Sole 24 Ore sul monumento italiano da dedicare ai caduti per la pace. E ora, come fa notare Salingaros, "tutto cambia"."Non è più una questione se osare parlare dell’Arco", prosegue l’urbanista, "nonostante le dubbie accuse -politiche, storiche e ideologiche- trascinategli contro per settant’anni, ma piuttosto se si possa pensarne la costruzione, e l’interlocutore diventa perciò Cristiano Rosponi, il presidente della Fondazione CE.S.A.R., il Centro Studi per l’Architettura Razionalista. Una squadra di progettisti sta infatti colà sviluppando il modello per costruire l’Arco con le tecnologie attuali".
(nella foto: poster dell’Arco di Libera, Esposizione Universale, 1942)
"Architettura d’Oltremare: la struttura di Fuorigrotta è ancora da recuperare. Se ne parlerà in occasione della presentazione del volume".
"Architettura italiana d’Oltremare è il titolo del volume di Giuliano Gresleri e Pier Giorgio Massaretti che verrà presentato domani pomeriggio (03.02. ndr) nel Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, con saluti introduttivi di Raffaele Cercola, Gennaro Polichetti e Fabio Roversi Monaco".
Un’urbanistica a misura d’uomo: di nuovo il pensiero dell’urbanista Nikos Salingaros ispira un articolo sulla stampa italiana. Che questa volta si chiude con una citazione letterararia e un auspicio per il futuro, al quale non possiamo che aderire.
"Se è vero, con le parole del grandissimo Fedor Dostoevskij, che ’la bellezza salverà ilmondo’" scrive Eduardo Zarelli, "c’è sinceramente da augurarsi che questa mobilitazione monti un’onda culturale capace di sormontare i mille alibi di un futuro deformato, quindi segnato".
(nella foto: Leon Krier, Borgo Città Nuova ad Alessandria, edificio della Cassa di Risparmio)
Pubblichiamo l’intervento del celebre urbanista americano Nikos Salingaros a sostegno del largo consenso ricevuto dalla proposta di realizzare l’arco di Adalberto Libera all’Eur, grazie al sondaggio promosso dal Sole 24Ore sul monumento ai caduti di pace. E’ stato lui a rilanciare l’idea, promossa a suo tempo dal CE.S.A.R.: stupisce però che sia ancora lui, dall’università del Texas nella quale insegna, a scendere in campo in difesa delle nostre tradizioni, dei tesori della nostra città e della nostra cultura. Segno evidente che la guerra contro i pregiudizi deve ancora essere vinta.
(nella foto: Assonometria generale dell’E42, fine 1941, archivio Eur S.p.A. )
"Grattacieli inutili e sempre più alti, edifici slegati dal territorio, urbanistica in funzione del lavoro: per gli architetti siamo merce".Sembra un paradosso, ma è sempre più vero: da semplici luoghi dove acquistare merce a prezzi vantaggiosi, gli outlet stanno diventando protagonisti della vita cittadina fuori dalla città. Il motivo è semplice, e riguarda la loro concezione che si basa su concetti urbanistici tradizionali. Al di là di un giudizio architettonico, ogni oulet, infatti, è una città in miniatura, con una piazza e spazi di incontro e condivisione. Sembra un paradosso, ma, come fa notare Cazzullo, questi luoghi "sono, soprattutto per i giovani, ma ormai pure per le famiglie, i nuovi luoghi della vita".
(nella foto: l’Oulet di Castel Romano, Roma, 2003)
Un altro anno trascorso insieme: a voi tutti i momenti e le pagine da non dimenticare.
All’interno i link agli argomenti più interessanti proposti dal CE.S.A.R. nel 2009.
(nella foto: la Chiesa di SS. Pietro e Paolo, fotografo Cartoni, Roma, 1958, Archivio Eur S.p.A.)
"L’arco di Libera per la pace".
Il genio di un architetto che supera gli anni, le tendenze, i goffi tentativi di annientare la creatività dietro anacronistici (e inutili) spauracchi ideologici. E il consiglio di un urbanista che da oltreoceano fa da parlare di sé, rilanciando su temi come la tradizione, il rispetto, l’identità. E’ l’idea di realizzare, dopo 70 anni, l’arco progettato da Adalberto Libera all’Eur, ripresa e lanciata (dopo la nostra proposta inserita anche in una delibera della ex giunta Veltroni) dall’urbanista Nikos Salingaros, che dall’università del Texas trova la forza di uscire dal coro. Parlando di architettura razionalista, della nostra storia che sembra conoscere meglio di alcuni architetti italiani. E’ un’idea, che, tra i 30 progetti raccolti dal Sole24 Ore per realizzare un monumento ai caduti di pace a Roma, vince ancora.
(nella foto: l’Arco Imperiale di A. Libera con il complesso della Fontana Monumentale (1942); ricostruzione virtuale di V. Pepe per CE.S.A.R. Onlus nell’ambito del progetto "Eur interrotta")
"L’immobiliarista: c’è la crisi, una torre storta costa troppo".
Tra progetti bocciati e torri da raddrizzare, resta sempre l’orgoglio. Quello di essere “archistar”. Nonostante le correzioni richieste in un secondo momento, come a Savona e alla ex Fiera di Milano, e le polemiche. Essere orgogliosi del proprio lavoro è un principio giustissimo. Ma è altrettanto giusto non dimenticare mai il buonsenso.
All’interno la bocciatura di Fuksas a Savona e un’intervista a Daniel Libeskind.
(nella foto: il plastico del progetto di Fuksas per il porto turistico della Margonara, Savona, 2006)
"Il sindaco strappa l’applauso della platea. Fuksas: allora facciamo lavorare quelli scarsi ".
"Basta con le opere delle archistar, calate dall’alto, realizzate quasi per diritto divino. A Roma c’è un tessuto molto valido, tantissimi bravi architetti: chi viene qui a lavorare si deve confrontare con questa realtà". "Parole che, naturalmente, hanno strappato l’applauso della platea, composta soprattutto di architetti e costruttori ".
(nella foto: l’Auditorium progettato da Renzo Piano, Roma, 2002)
"Città senza forma, non contiamo più"
"Le città perdono forma. E diventa più difficile distinguerle dalla non-città. Al tempo stesso si costruisce a ritmi che, così vorticosi, in Italia non si vedevano dal dopoguerra. I due fenomeni sono connessi. Ma il problema è: come si comportano difronte a queste vicende gli urbanisti, coloro i quali, per statuto culturale, sono addetti a capire quel che sta accadendo e semmai sarebbero tenuti anche a intervenire perchè le trasformazioni non siano proprio tremende? ".
(nella foto: Léon Krier, nuova città di Poundbury a Dorchester, 1988-2006, un esempio di come la mano dell’urbanista pianifica in maniera positiva lo sviluppo della città)
"L’architetto americano Alexander propone un’alleanza degli artisti con la scienza e il sacro in modo che le opere rispecchino i bisogni delle persone e non le mode".
"In occasione dell’incontro di Benedetto XVI con gli artisti, avvenuto lo scorso 21 novembre nella Cappella Sistina, il Papa, prendendo in prestito le parole del teologo Hans Urs Von Balthasar, ha condotto una riflessione sulla responsabilità di chi è chiamato a portare la bellezza in un mondo umano altrimenti gravato dalla cupidigia e dalla tristezza".


di Giorgio Santilli
"È entrata nel vivo l’aspra battaglia contro il predominio delle forme e delle dimensioni inumane nei progetti architettonici dell’avanguardia..."
Leggi il saggio "No alla propaganda delle archistar" di Nikos A. Salingaros